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Animali da circo:

 crudelta’ o amore? Una serata con Nando Orfei

Anche i termolesi s’interrogano sulla proposta di legge che mira a eliminare del tutto la presenza degli animali nelle strutture circensi. La maggioranza dei cittadini interpellati al botteghino di piazza del Papa è d’accordo sulla dismissione, ma il personale, gli addestratori e il “padrone di casa” si ribellano: “Quella degli animali dei circhi maltrattati è una falsa credenza generata solo per speculazioni: noi gli animali li amiamo moltissimo”.

Primi caldi, primi gelati, prime giacche a vento, primi finestrini semiaperti nelle auto e… primi tendoni con scritte lumescenti. E allora… Alzi la mano chi non è mai andato almeno una volta al circo! Ogni anno Termoli ospita regolarmente circhi rinomati e non, con la rispettiva popolazione di animali a seguito, perché è dato ormai certo che nell’immaginario comune non esiste circo senza animali. Anche quest’anno il nostro comune non è mancato al suo appuntamento, iniziando la stagione circense con il “Nando Orfei”associatosi al “Bellucci”.

I miei ricordi risalgono ad una ventina d’anni fa, quando il sabato uscivo un’ora prima da scuola per recarmi con mamma e papà sugli spalti scricchiolanti ad ammirare trapezisti e creature esotiche. Nuvole all’orizzonte però per gli affezionati dei cavalli su due piedi, gli elefanti con il cappellino a piume sul capo e tigri fra anelli di fuoco. Infatti una proposta di legge partita da Gabriella Giammanco (Pdl), presentata alla Camera insieme con Gianluca Felicetti (Lega antivivisezione) e Carla Rocchi (Ente nazionale protezione animali), prevede la dismissione graduale degli animali dai circhi nonché il divieto di transitare nel territorio italiano da parte delle strutture che usano ancora gli animali. Inoltre, le risorse statali che finora hanno finanziato i circhi grazie al “fondo unico per lo spettacolo”, saranno ripartite solo a favore dei circhi che non ospitano animali.

Ma cosa ne pensano mamma e papà che nei prossimi venti caldi di marzo non potranno più dilettare la propria prole con yak e ippopotami? Lo spettacolo termolese Nando Orfei delle 17:30 del 14 marzo vede già un nutrito gremire di omini sotto il metro davanti alla biglietteria in piazza del papa, che a primo impatto non lascia trapelare alcun dissenso sull’intento legislativo.

Tuttavia – sorpresa – se anche un 50 per cento non conosce la proposta di legge, la stragrande maggioranza si dice d’accordo sulla sua attuazione. Qualcuno resta scettico su come vengano trattati gli animali e si dice perplesso sulla fine che faranno dopo una eventuale loro “dismissione” dai circhi. Ma, stranamente, in generale tutti concordano su quanto possa essere benefico un contatto con animali cosiddetti “selvatici” che “altrimenti non potrebbero essere visti”. Pochissimi infine sono a conoscenza dell’esistenza del “fondo unico per lo spettacolo”e se un numero ristretto ne ha sentito parlare, nessuno ha idea che possa servire a rifocillare le casse circensi.

A sorpresa, il quadro dell’opinione termolese cozza decisamente con quello targato Orfei.  I dipendenti (64 persone) tengono a precisare che nessun circo sul territorio italiano prende fondi statali ma, piuttosto, attinge dal rimborso Siae, che viene regolarmente versata ogni anno garantendo 220 spettacoli. La proposta di legge viene definita “ridicola e strumentalizzata” e “porterà alla fine del circo nato per definizione con gli animali, i quali”, sostengono i circensi, “difficilmente riusciranno ad integrarsi con il loro ambiante naturale poiché nati tutti in cattività e, dunque, incapaci di procacciarsi da soli il cibo”.

Si parla addirittura di “prevenzione dell’estinzione di determinate razze” che, in natura, già stanno sparendo quasi del tutto e che verrebbero salvaguardate grazie alla loro presenza nei circhi. Per quanto riguarda poi i metodi di addestramento utilizzati, addestratori e generici dipendenti asseriscono all’unisono: “I nostri metodi seguono l’indole naturale di ogni specie. Ogni animale esegue movimenti che in natura vengono comunque riproposti. Inoltre ci serviamo esclusivamente di rinforzi alimentari senza mai utilizzare spranghe, fruste e similari”:

L’episodio degli animali dei circhi inglesi (malmenati crudelmente e ripresi di nascosto da alcuni animalisti, il cui video è disponibile su YouTube) che ha fatto tanto scalpore, si ritiene “isolato e distaccato dalla realtà circense italiana”. Incuriosisce, in particolare, un ex odontotecnico che ha mollato la sua vita “civile” per seguire quella delle roulotte il quale sostiene fieramente: “Nel nostro ambiente cresciamo in modo sano aiutandoci fra noi come fossimo tutti della stessa famiglia, qui non esistono problemi sociali come la droga, l’emarginazione ecc… Venire al circo è un modo per distaccarsi dalla ridondante realtà quotidiana fatta solo di computer e televisione”.

Ma è con Nando Orfei in persona che termino la visita al circo. Trovo in lui un sempreverde signore alto e cordiale che mi offre un caffè, mi fa visitare gli animali e le confortevolissime roulotte per abitazione e manda un messaggio ai termolesi e agli italiani tutti: “Il nostro circo è nato 187 anni fa, quando si parlava esclusivamente di Circo Equestre. Tutta la mia vita l’ho dedicata agli animali, passando con loro notti intere con una sediolina e con il veterinario accanto se non stavano bene. Sono cresciuto con loro e non sopporto chi li maltratta. Per questo sono vegetariano e contro ogni forma di caccia. Noi siamo controllati perennemente dalle normative vigenti e dalle asl locali e abbiamo sempre pagato quanto ci spettava. Quella degli animali dei circhi maltrattati è una falsa credenza generata solo per speculazioni. Invito gli italiani ad amare di più gli animali”.

Dunque la verità da che parte si trova? Possiamo mangiare zucchero filato e sbattere i palmi delle mani davanti a clown e leoni saltellanti a cuor leggero, o dobbiamo rinnegare le radici dei nostri spassosi anni passati a bocca aperta sotto il fatidico tendone blu?

primonumero.it

23/03/2009 22.29.42

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