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Nando Orfei, il domatore mito torna in città per ‘stregare’ grandi e piccoli

Il mitico Nando Orfei
Il mitico Nando Orfei

TERMOLI. Un nome, una garanzia. Una verve ed un magnetismo incredibili, capaci di ‘stregare’ persino le tigri. E’ lui, il domatore circense ‘number one’ di questi splendidi felini, Nando Orfei. Con la sua troupe circense è arrivato a Termoli da qualche giorno per ammaliare, ancora una volta, grandi e piccini con le esibizioni spettacolari del super circus Bellini.

Il mega tendone rosso, sotto cui si celano circa duemila poltroncine, è approdato a Piazza del Papa e vi resterà fino a lunedì, per poi continuare il suo ‘tour’ a Vasto, Pescara e così via, risalendo verso il nord Italia.
Dodici numeri spettacolari di grandissimo livello, in circa due ore di spettacolo. Strabilianti le esibizioni. In seguito al caratteristico rullo dei tamburi, calcheranno l’arena l’uomo ragno Ricki Zavatta,  una trapezista di Ancona con i suoi volteggi da paura, gli immancabili clown e tanti altri personaggi fino ad arrivare agli animali che da sempre riscuotono grande successo fra i bambini, lasciandoli a bocca aperta. Il super circus Bellini ne vanta moltissimi. Dromedari, cammelli, tigri, leoni, elefanti, cavalli, pappagalli, ippopotami, zebù, tori della Birmania, struzzi, il nandù australiano.

Peccato per l’esibizione dello stesso Nando Orfei con le tigri, che in questi giorni di spettacolo nella cittadina adriatica, è stata cancellata dalla scaletta a causa di un infortunio alla spalla avvenuto proprio al noto domatore, durante i giorni di permanenza a Termoli. Una lussazione che gli impedisce di alzare il braccio sinistro e di sollevare sgabelli e quant’altro per lo spettacolo. Rammaricato per l’accaduto, ma raggiante per l’ennesimo successo riscontrato dal suo circo, Nando Orfei si preoccupa soltanto di regalare agli spettatori uno spettacolo bello, degno del suo nome. Ed, a quanto pare, la cosa continua a riuscirgli molto bene vista la moltitudine di spettatori accorsi in città per non perdersi l’evento.

Il segreto del suo successo circense? Una carovana storica e preparata, la passione per questo lavoro e per gli animali ed il costo del biglietto. Perché anche questo è importante, soprattutto in un periodo delicato come quello attuale, dal punto di vista economico. Con un prezzo popolare di circa sei- sette euro, infatti, è possibile gustarsi due ore di grande spettacolo e di magiche emozioni.

“Ringrazio tutti i termolesi per l’affetto dimostratomi in questi anni- ha confessato il grande Orfei- preferisco donare emozioni e belle esibizioni piuttosto che mangiare bene. Una volta Bruno Raschi, firma della Gazzetta dello Sport, ha scritto che i personaggi del circo sono i veri campioni olimpionici, senza però l’onore delle medaglie”. Una definizione azzeccata perché non è da tutti eseguire ed imparare bene un triplice o quadruplo salto mortale. I circensi sono talentuosi, posseggono qualità che sono un dono della natura.
Ed a proposito delle polemiche innescate dagli animalisti convinti, Nando Orfei ha da replicare. “Hanno torto marcio- ha dichiarato- noi facciamo lavorare gli animali così come mandiamo a lavorare i nostri figli. Le bestie impazziscono negli zoo perché sono costrette a stare in gabbia o al chiuso per tutta la vita. Anche l’uomo, rinchiuso in galera, si rovina l’intelletto”. In effetti, è impossibile non notare la passione del domatore per gli animali. Nando Orfei convive con ben undici animali, ma la sua pupilla è Penelope, una deliziosa cagnolina bianca, con la testolina ‘spruzzata’ di nero e marrone. 

Un amore per gli animali che trapela persino quando Orfei si perde nel racconto di una ‘brutta storia’ avvenuta nel ’77. “Durante un’esibizione, un leone è sfuggito dalla gabbia e stava per avventarsi su alcuni bambini- ha raccontato il circense- fortunatamente avevo un pugnale e dopo uno spaventoso combattimento con la bestia sono riuscito a vincerla. Ma il ricordo di questa triste vicenda lo porto con me. Il leone è riuscito a mordermi ad un braccio e per poco non me lo ha staccato. Dopo un lungo intervento i medici sono riusciti, per fortuna, a rimettermi in sesto”.

E nel raccontare la storia, la sua mente nostalgica è tornata al ricordo di Tereth, una leonessa che, oltre a regalargli tantissime soddisfazioni, lo ha sempre difeso dagli attacchi dei ‘maschi’ e  che il domatore ha seppellito a Bergamo, nel cimitero degli animali.
Altro che animali maltrattati dunque! La storia del circo è affascinante, coinvolgente e sempre più sorprendente. Peccato che gli spettacoli termolesi siano al termine. Lunedì, infatti, dopo uno spettacolo mattutino rivolto alle scolaresche ed uno conclusivo, alle 17.30, il super circus Bellini, Nando Orfei e l’intera comunità circense lasceranno la cittadina balneare.
Ma tutti stanno già aspettando il prossimo appuntamento.

Maria Ciarlitto

Da TermoliOnLine

15/03/2009 19.28.09

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