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I minorenni denunciati raccontano l’attentato al circo

“Volevamo fargliela pagare”. Così si sono giustificati i due minorenni accusati di aver lanciato una molotov contro il circo Karoli, in sosta a Sarzana. Per fortuna la bottiglia è rimbalzata sul tetto della stalla, caduta nel cortile davanti agli animali e non è esplosa

Sarzana, il luogo dove è caduta la bottiglia (foto Pasquali) Sarzana, 10 novembre 2008 – Dovevano fargliela pagare. Avevano associato l’arrivo del circo a Sarzana con un furto in casa. Circensi, nomadi, furti. Devono aver fatto un gran mescolone tra pregiudizi e voglia di vendetta. “Volevamo fargliela pagare”, avrebbero detto per spiegare l’assurdo gesto che, solo per una fortunata combinazione, non ha causato un dramma. Così è nata l’idea della molotov per colpire il circo ‘Karoli’ (in sosta all’area Gerardo) nei due sedicenni, uno di Sarzana, l’altro residente a Vezzano, finiti in caserma sabato sera e usciti, diverse ore dopo, grazie alla decisione della Procura presso il Tribunale dei minorenni di Genova, di limitarsi a una denuncia per fabbricazione, detenzione e porto di materiale esplosivo oltre a tentato incendio doloso in concorso. Una decisione sulla quale ha influito la giovane età dei due e la mancanza di precedenti. Ma le accuse sono pesanti anche perché in Italia la bottiglia molotov è considerata un’arma bellica, come una mitragliatrice o una bomba a mano.

Erano tranquilli, chiaccheravano con gli amici seduti sul monumento di piazza Garibaldi quando i carabinieri della compagnia di Sarzana, guidati dal capitano Alessandro Coassin, li hanno individuati e bloccati. I numeri di targa e i modelli dei loro scooter, segnati da un testimone dell’’assalto’ avevano consentito agli investigatori di arrivare a loro. I motorini, poco dopo il lancio della bottiglia incendiaria, erano parcheggiati a Porta Romana con i motori ancora caldi.

Poco prima delle 17 avevano recuperato nella casa del sarzanese una bottiglia di vino, una tanica di benzina e uno straccio. In via Silea, dove è in sosta il circo, avevano preparato la molotov. Qualcuno li aveva visti accendere l’innesco della bottiglia piena di benzina, lanciarla nell’area della scuderia e scappare. Neppure si sono resi conto se la stalla, dove si trovavano una decina di cavalli e un pony, prendeva fuoco oppure, come è successo, se miracolosamente la molotov, rimbalzata sul tetto della stalla e caduta nel cortile proprio davanti agli animali, rimaneva intatta.

Nessuna esplosione, per fortuna, ma solo la fiamma della miccia, spenta subito da uno stalliere. Appena il titolare del circo ha dato l’allarme, i carabinieri si sono mossi alla ricerca dei due giovanissimi visti dal testimone. Una volta presi, in caserma i due non ci hanno messo molto a raccontare tutto, consentendo di ritrovare il panno usato per l’innesco, l’accendino e la tanica di benzina che avevano lasciato sul luogo dell’’attentato’. “Erano animali, non persone”, avrebbero detto prima di essere riconsegnati ai genitori, “Non volevamo fare male a nessuna persona, solo fare danni”.

Da “La Nazione – La Spezia”

10/11/2008 16.23.33

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