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L’ultimo addio a Cesare re della famiglia del circo

cesare togni

 BUSSOLENGO. Tutti i Togni, gli Orfei e grandi artisti circensi si sono stretti nel cordoglio per la perdita del loro patriarca nella chiesa di Santa Maria Maggiore
L’ultimo addio a Cesare re della famiglia del circo
L’amico Fra’ Giuseppe: «Era un fratello, disposto anche a perdere una piazza per aiutare il prossimo»

Luca Belligoli
È iniziato dalla chiesa di Santa Maria Maggiore l’ultimo viaggio di Cesare Togni, patriarca del circo italiano, spirato mercoledì all’ospedale Orlandi.
Sul sagrato, accanto a molte corone e mazzi di fiori, i figli Elvio, Italo, Viviana e Alex, il sindaco Alviano Mazzi e tanti amici e parenti della grande famiglia Togni. Tra questi Enis, il patron del Circo Americano, il celebre domatore Flavio, la splendida nipote Clio, il già senatore della Repubblica Livio e tra gli amici Walter Nones, marito di Moira Orfei, con il figlio Stefano, Andrea Giachi del circo Medrano, i fratelli Rossi del circo Apollo, Eugenio Larible padre del più famoso clown del mondo e molti altri artisti, addetti ai lavori e amanti dello spettacolo circense.
In tutti i circhi d’Italia, in segno di lutto, all’inizio di ogni spettacolo sono stati fatti osservare tre minuti di silenzio. Un silenzio che poi si è sciolto in un applauso come quello che ha invocato al termine della liturgia fra’ Giuseppe, francescano amico di Cesare Togni, che ha concelebrato il funerale con don Stefano Marcolini. «Dovremo sempre ricordare la sua grande umanità e bontà», ha detto fra’ Giuseppe, «Cesare per aiutare il prossimo era disposto anche a perdere una piazza. Io prego per voi circensi, che mi avete insegnato molto attraverso Cesare, perché il Signore vi sostenga nelle vostre difficoltà, nei vostri disagi».
«Vi ringrazio di essere qui così numerosi. Nell’ultimo incontro che ho avuto con Cesare, a Chioggia, mi ha visto giù di morale. Lui che non si abbatteva mai mi ha incitato dicendomi che non si deve cedere di fronte alle difficoltà, che non bisogna mai farsi sopraffare dallo sconforto. Fratello era una delle parole che Cesare pronunciava più spesso e come fratello è stato accolto nella pace eterna».
«Cesare sta già vivendo la sua Pasqua», ha detto don Stefano Marcolini, «da grande artista è stato capace di emozionarci di stupirci. Questo ci rimanda alla bellezza per eccellenza che è Dio. In quei momenti si avverte un senso di gratitudine».
Il feretro sul quale era appoggiato un cuscino di rose rosse, portato a spalla dai figli, è uscito dalla chiesa tra due ali di folla plaudente.
Il carro funebre parte, seguito da un corteo di automobili, si conclude così l’ultima tournée di Cesare Togni. «È stato uno dei più grandi trapezisti di tutti i tempi», ricorda Eugenio Larible, ex trapezista e padre di David, il più grande clown del mondo attualmente in attività, l’unico ad aver vinto il clown d’oro al Festival del Circo di Montecarlo.
Prosegue: «Io ho lavorato per anni con Cesare Togni. Lui è stato l’unico trapezista ad effettuare la tripla piroetta. Riusciva con naturalezza ad eseguire questo esercizio straordinario pur essendo un gran pezzo d’uomo. Già allora pesava oltre gli 85 chili. Eppure era capace di quello splendido gesto atletico. Un miracolo di coordinamento, prontezza di riflessi e maestria innata».
L’ultimo viaggio di Cesare Togni si è concluso a La Spezia, di fronte al mare, qui la sua salma riposerà accanto alla moglie moglie Esterina Colombo nella tomba di famiglia.

 Da “L’Arena”

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04/10/2008 14.25.02

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