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Stampa: Romanés tutta la poesia del «suo» circo

FESTIVAL DI LATINA

AL PARCO CASTELLI. DA STASERA FINO A DOMENICA 22 VA IN SCENA LO SPETTACOLO «LA REGINA DELLE POZZANGHERE»

Romanés tutta la poesia del «suo» circo

E in Santa Giulia, per le ultime tre repliche di «Al mio solo desiderio», entra in campo la performance «Adagi partigiani» di Sieni

 

di Francesco De Leonardis

 
Alla Festa Internazionale del Circo Contemporaneo è la volta di Alexandre Romanès e del suo circo tzigano, un circo familiare, circondato in Europa da un’aura leggendaria, che arriva per la prima volta in Italia in occasione della manifestazione bresciana. Al Parco Castelli, alle ore 22, Romanès presenta «La regina delle pozzanghere», uno spettacolo trascinante e, nello stesso tempo, ingenuo che vede in scena tutta la sua famiglia, i cui membri, tanto gli anziani quanto i bambini, sono impegnati in esercizi lontani da ogni forma di virtuosismo o di sperimentazione tecnologica e capaci invece di riportarci alle origini stesse del circo facendo leva sui sentimenti, sulla fantasia e la poesia. E, in più, c’è la musica irresistibile dell’orchestrina gitana di Délia Romanès, che canta con una voce carica di emozioni, accompagnata da un violino, un contrabbasso, un clarinetto e una fisarmonica. Alexandre Romanès è un personaggio decisamente fuori dell’ordinario. La sua famiglia, di origini italiane, aveva un piccolo circo in Francia che girava di paese in paese Alexandre ha abbandonato quella vita da giovane per dedicarsi alla musica e ala poesia. Ha studiato al conservatorio e si è appassionato alla musica barocca ha incontrato poeti stringendo amicizia con Jean Genet ha scritto versi che sono stati pubblicati da Gallimard, ma, per vivere, ha fatto anche l’equilibrista per strada e ha intrecciato cesti di vimini sulle rive della Loira. Un giorno ha incontrato Dèlia e riscoperto il circo nel campo di Nanterre. In Francia Romanès è diventato un mito, ai suoi spettacoli accorrono tanto gli intellettuali e gli artisti, quanto la gente comune e i bambini. Il circo, per lui, deve essere un’opera d’arte, non basta che sia sorprendente, deve essere anche bello. E questo è il segreto del suo successo. «La regina delle pozzanghere» replicherà fino a domenica 22.
La Festa del Circo presenta da stasera anche un’altra novità: per le ultime tre repliche di «Al mio solo desiderio» , al posto di «Ali» di Mathurin Bolze e Hedi Thabet, ci sarà «Adagi Partigiani» della Compagnia Virgilio Sieni. Si tratta di un evento inedito, creato appositamente per questa occasione: una performance di danza interpretata da Massimiliano Baracchini, che dialogherà con una doppia video proiezione degli «Adagi Partigiani», in cui «Bobo» (Gianfranco Meini), un uomo ottantenne, partigiano durante la Seconda guerra mondiale, esegue una coreografia immerso nella natura di un fitto bosco.

da: “Brescia Oggi”, 14/06/2008

14/06/2008 16.57.01

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