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Stampa: Polvere di stelle con Moira Orfei

FESTIVAL DI LATINA
APPLAUSI ED ENTUSIASMO PER IL DEBUTTO A SAN POLO
FUORI DAI CANCELLI LA PACIFICA PROTESTA DELLA LAV
 

Polvere di stelle con Moira Orfei in uno show che ha il sapore di una riflessione 
 
È un poetico clown il filo conduttore del nuovo show che il Circo Moira Orfei rappresenta (fino a domenica 21 ottobre) nell’area spettacoli viaggianti di San Polo (di fronte al casello Brescia centro). Uno spettacolo più intimista rispetto al grande varietà con suggestioni felliniane che venne a Brescia anni fa, nello stesso luogo quasi una riflessione sul circo, quella di oggi, sollecitata anche dalla pacifica protesta degli animalisti fuori dai cancelli («Campagna Lav per un circo senza animali»), a cui ha fatto eco e quasi risposta la definizione che il presentatore ha dato dell’attuale colonna del gruppo, Stefano Orfei, definendolo «addestratore in dolcezza». Il primo motivo di riflessione riguarda la mancanza della primadonna di sempre, la signora degli elefanti e delle colombe. Moira Orfei ha voluto salutare il pubblico bresciano della «prima»: è apparsa a bordo di un’auto scoperta, bellissima come sempre nel suo volto iconico e tanto caro al grande pubblico, ha salutato a lungo con il braccio alzato, poi ha preso il microfono e con la sua bella voce cordiale e squillante ha salutato i «carissimi amici di Brescia», mandando loro «un grosso bacio». È uscita di scena lasciandosi dietro quella polvere di stelle che nessun altro personaggio del circo sa spandere al suo passaggio. Lo spettacolo del Circo Moira Orfei è dei migliori che si possano vedere, nel genere circo tradizionale, perché presenta artisti di altissimo livello e, supportato dall’orchestra dal vivo e da un garbato presentatore, rinnova i fasti della rivista. Lo fa partendo dalla sigla «Moira è in città/ è una grande felicità», passando per gli stacchetti ballati da sei danzatrici con colorati costumi.
In oltre due ore di spettacolo caratterizzato da ritmi sostenuti, con cambi di scena degni di un box di Formula Uno, con la capacità del clown di far giocare il pubblico, il Circo porta una sferzata di energia e un po’ di poesia, e rende felice il pubblico di ogni età. Lo spettacolo è tutto bello, ma non si può non sottolineare la simpatia del cagnolino ammaestrato che interrompe il numero alla fune e si sostituisce all’acrobata, appendendosi pure alle code del frac dell’ammaestratore o la bravura della velocissima giocoliera americana con cappelli, palline e mattoni. E il volo dei pappagalli lungo la circonferenza del tendone: prima ridicoli nei numeri di “alzabandiera”, o alla guida di pattini, monopattino e automobile, poi maestosi nel frullare colorato e magico delle loro ali sopra le teste del pubblico. E poi c’è la classe di Stefano Orfei, che ha ereditato le tigri dal padre, gli elefanti dalla madre, e di suo ci ha messo i numeri con i cavalli.
È difficile dire se il circo tradizionale avrà un futuro, o se quelli che vediamo sono gli ultimi bagliori di un fenomeno in estinzione. Certo è che il pubblico ha gremito il tendone di Moira, e ha a lungo applaudito la fatica di uomini e bestie. Repliche oggi alle 17,30 e alle 21 domani (domenica) alle 15 e 18,30. Lunedì alle 21. Info: 333-5498227.
Paola Carmignani
 
da: “Giornale di Brescia”, 13/10/2007

13/10/2007 15.35.31

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