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Stampa: Il circo cammina sul filo dell’Europa

FESTIVAL DI LATINA

21/5/2007 (8:37) – DAL 29 GIUGNO AL 4 AGOSTO

 

Il circo cammina sul filo dell’Europa

Il clown Larible apre la rassegna cpm il nuovo show in prima mondiale

 

TIZIANA PLATZER

 

TORINO

Tutti sotto il tendone. Artisti, allievi e rappresentanti istituzionali chiamati a raccolta sotto l’unico chapiteau montato a Torino, spazio di didattica e di spettacolo che continua a crescere. E’ quello della Scuola di Cirko a Grugliasco, che svetta nel parco le Serre di via Tiziano Lanza ed è lì che giovedì sera è stata «raccontata» la sesta edizione del Festival Internazionale di Circo Contemporaneo «Sul filo del Circo».

Una manifestazione voluta fortemente dal Comune di Grugliasco, che opera in stretta collaborazione con la scuola di Paolo Stratta, e che ha il sostegno di Regione e Provincia. Ma in termini di contributi la notizia importante è che il Ministero dei Beni Culturali, visto il successo della stagione passata con i circa 10 mila spettatori e fra le tante performance la presenza del grande artista spagnolo Leo Bassi, ha raddoppiato il finanziamento: stanziati 20 mila euro. Un riconoscimento che pone il festival alla pari della più significativa rassegna italiana, la «Festa del Circo» di Brescia.

Linfa nuova in tempi di grandi tagli alla cultura per questa realtà che comincerà il 29 giugno e si concluderà il 4 agosto, con l’arrivo di 30 compagnie internazionali provenienti da Francia, Belgio, Spagna, Svezia, Ungheria, Danimarca, Repubblica Ceca, Finlandia e Irlanda.

Una famiglia allargata di un centinaio di giocolieri, acrobati e clown sparsa nell’area di Grugliasco, e si aprirà al pubblico con il debutto mondiale del nuovo spettacolo di David Larible, simbolo dei clown contemporanei, italiano dalle origini statunitensi: il suo «Clown di una notte di mezza estate?» andrà in scena la sera del 29, ma non sotto il tendone. Una proposta accettata con entusiamo da Larible, arrivato a Grugliasco apposta per la presentazione del festival e scappato subito dopo per tornare a Monaco di Baviera, dove è in tour con il circo Roncalli: «E’ un ritorno importante, per me, alle radici della tradizione popolare, dello spettacolo di piazza, in mezzo alla gente». E il clown, finita la parte ufficiale, seduto in mezzo agli allievi della scuola, ha regalato una lezione spontanea di comicità sulle dinamiche del far ridere, raccontando che «il pubblico dei bambini è fondamentale per il clown, perchè severo, senza filtri intellettuali: se non ride e non si commuove, si alza e se ne va».

Ciò che più salta agli occhi scorrendo il programma è la forte presenza straniera, «perchè in Italia non esistono quasi compagnie stabili di circo contemporaneo» spiega Paolo Stratta, che proprio su questa strada sta lavorando alla creazione, prevista per il 2008, di una struttura-residenza, all’interno del parco, per le compagnie di teatro popolare. Un cambiamento vero nella concenzione italiana del circo contemporaneo, «oggi finalmente in contatto diretto con il circo tradizionale» ha aggiunto Larible.

Lo chapiteau estivo sarà un punto di raccolta di filosofie artistiche diverse, come quella della Banda del Giullaume e Cheptel Aleikoum, formazioni transalpine, che il 6 luglio in arrivo dal Festival Mondiale del «Circo di Domani» di Parigi si esibiranno in piazza Martiri a Grugliasco: in tre giorni studieranno lo spazio e allestiranno numeri e strutture, avranno insomma carta bianca sull’invenzione scenica. di Cirko, in formazione internazioanle perchè gli allievi sono metà italiani e metà stranieri, si esibirà il 12 luglio con «Eresia», cui seguiranno il 13 e 14 luglio in doppia replica i catalani Aticus Tilt! in «Cafè de Olla», mix di tecniche circensi dal trapezio al palo cinese, dall’equilibrismo alla comicità e Cirque Hirsute, dal Belgio, con «Bal Caustique». Ritorna, come l’anno passato, la «Notte dei gioclieri» il 20 luglio e il concorso internazionale per giovani artisti il 19, giorno in cui, alle suggestioni spettacolari, si aggiungerà una cir-conferenza dal titolo «Cinema e circo»: perchè all’inizio del secolo scorso, gli spazi del parco erano un teatro di posa.

 

Da del 22/05/07

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