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THE PECKING ACROBATS, il grande …

di Mary Barbara Tolusso

THE PECKING ACROBATS, il grande circo acrobatico di Pechino diretto da Ken Hai. Visto al Politeama Rossetti di Trieste. Il 24 gennaio nel Teatro Verdi di Gorizia.

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Trieste

Sequenze di figure azzardate, muscoli in grado di sorreggere una decina di persone, gambe e mani che giocano con candele in equilibrio precario. Ma “The Peking Acrobats” sono molto di più, uniscono al fascino dell’Oriente quello del rischio, del pericolo e della meraviglia. E per farlo non hanno bisogno di strumenti eccezionali: basta una pertica, una corda, alcuni cerchi o i più banali oggetti della quotidianità, bicchieri, piatti e addirittura tavoli. Quello che conta sono equilibrio e coraggio, dietro ai quali ci stanno anni di allenamento. Ginnasti, acrobati, funamboli, giocolieri, non manca nessuno sotto questo sipario orientale che il Rossetti di Trieste accoglie per quasi due ore. Un circo fatto di uomini e donne in grado di stupire come un’equilibrista che fa roteare con i soli piedi una tavolo da cucina o le perfette geometrie ideate da corpi sospesi nell’aria.

Ma alla concentrazione dettata dallo sforzo ginnico, non mancano momenti di ironia. Godibilissima per esempio la performance di una sorta di “giocolieri domestici”, senza permettersi una caduta piroettano grandi quantità di dischi e piatti ideando scenografie dal taglio comico. O quella in cui lo sforzo della precisione, del controllo di tutto il corpo, conduce sei atleti a infilarsi con apparente leggerezza in cerchi dalle dimensioni ridotte, che penseremmo adatti solo alle forme di un cagnolino. Pare insomma di stare proprio sotto un tendone che ci riporta all’infanzia e dove si possono osservare quelle star che sfidano le leggi della gravità e i limiti della materia. E poi contorsioniste che divengono veri e propri candelabri umani, piramidi di decine di acrobate adagiate su un’unica bicicletta, insomma ogni numero avanza con la sua formula di incanto e non si contano gli applausi e gli stupori del nutrito pubblico.

 

da: “Il Gazzettino”, 11/1/2007

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