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FESTIVAL DI LATINA

Togni mi donò un leoncino. Magari l’avessi tenuto. Per difendermi

 

Non immaginavo che Lei amasse i circhi. L’ho appreso con sopresa da un delizioso libro di Palmiri. È una passione giovanile o è l’ambiente politico che richiama quello di Palmiri? Loredana Mazzi NEI miei ricordi giovanili lego la venuta a Roma di un circo alle vacanze natalizie. Ma ho continuato a goderlo anche dopo. Una sera, a Montecatini, Togni mi regalò un leoncino appena nato. Potei tenerlo, ovviamente, solo poche ore. Un leone adulto forse mi avrebbe fatto comodo, come legittima difesa. Israele nella Nato Mossa ardua La rivista dell’onorevole Adornato ha informato che i liberali del Parlamento Europeo propongono l’ingresso dello Stato di Israele nella Nato. È una pista percorribile? Sergio Lazzari VI sono stati già altri disegni di ampia portata per risolvere la crisi palestinese e per salvaguardare nel contempo la sovranità dello Stato d’Israele. Quello al quale lei accenna sembra piuttosto arduo anche perché già alcune presenze della Nato (Kossovo, Afghanistan) suscitano dubbi perché sono fuori del territorio di competenza, che è quello dei Paesi membri. L’on. Pannella ha suggerito – ma senza seguiti – che sia Israele che la Palestina vengano a far parte dell’Unione Europea. Meno scioperi Ma si è impopolari In materia di tagli alla spesa il nostro Paese non è ferrato. Col precedente governo, per esempio, il premier cercò di effettuare tagli alla spesa sindacale ed agli scioperi e gli dettero dell’untore, aumentarono le astensioni durante le votazioni per gli emendamenti del governo e la stessa cosa si propagò come un’onda d’urto. Si fece allora presente che in un Paese a più forte economia come l’Australia si era attuato un provvedimento che dichiarava quasi fuorilegge lo sciopero: il premier che aveva concepito la legge non venne aggredito verbalmente o fisicamente da nessuno, perché si partiva da un livello molto alto dell’economia. Le riforme dovrebbero essere l’interfaccia tra le «abitudini» e le «necessità», anche a costo di provvedimenti impopolari. Bruno Russo – Napoli Flop finanziarie Pagheremo tutti Quando non si sanno fare i conti per incapacità o per poca esperienza, bisognerebbe astenersi dall’elaborare finanziarie o altri programmi economici. I nostri politici di destra o di sinistra si sono dimostrati non all’altezza. Tra due anni quando chiuderanno le fabbriche, gli artigiani e i commercianti dove prenderanno i soldi se le entrate dello Stato si ridurranno del 70 o 80 per cento? Addio pensioni. La povera gente dopo anni di onorato lavoro vedrà andare in fumo quella parte di entrate necessarie per la sopravvivenza. E che dire se non ci saranno i soldi? Come pagheranno gli stipendi agli statali, alle forze dell’ordine, ai magistrati e a tutti quelli che lavorano per lo Stato? Ma questi politici pensano che la pacchia duri all’infinito? Io vedo solo una grande tragedia e la fine con la fame per tutti. Romeo Amati commerciante – Roma

 

da: “Il Tempo”, 04/12/2006

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