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SUELLEN SFORZI NUOVA AVVENTURA IN …..

Il glorioso circo diventa un caso tutto da studiare

 

CARLO ALBERTO PRATESI

 

Un tempo qualcuno parlava di nani e ballerine in modo sprezzante, per indicare una squadra raccogliticcia, con scarsa professionalità e dubbi valori morali. E da sempre l’ambiente circense è stato considerato come un mondo disordinato e stravagante. Nessuno immaginava che il circo potesse acquisire un’accezione diversa, anzi venisse preso a modello di strategia aziendale. L’evoluzione avviene grazie all’intuizione di un acrobata illuminato (ha iniziato camminando sui trampoli e facendo il mangiafuoco): Guy Lalibertè, l’attuale CEO di Cirque du Soleil. E’ stato lui negli anni a creare una nuova rivoluzionaria forma di circo, che ha raggiunto in meno di vent’anni un fatturato che Ringling Bros. and Barnum & Bailey (leader mondiale nel business dei circhi) ha ottenuto dopo più di un secolo di vita. Questa case history oggi viene presa ad esempio per spiegare ai manager delle aziende il giusto approccio all’innovazione.
Spiega Renée Mauborgne, docente di strategia all’Insead: «I confini di un settore sono definiti e accettati da tutti, con regole gioco ben note. Si sa che nel tempo lo spazio di mercato si affolla, i prezzi tendono verso il basso e le prospettive di crescita declinano. Le aziende che hanno successo sono quelle che escono fuori dai consueti schemi di settore, quelle che si danno delle regole a sé e aprono nuovi mercati incontrastati, in cui la crescita è garantita». Prodotti come l’iPod, o servizi come Starbucks non hanno sottratto ai concorrenti quote di mercato, ma hanno creato un business su misura per loro. Ed è proprio quello che ha fatto Lalibertè con la formula del Cirque du Soleil, capace di attirare un pubblico del tutto nuovo, adulti e professionisti, pronti a pagare un biglietto molto più alto dei circhi tradizionali per godersi uno spettacolo senza precedenti (realizzato con 3200 dipendenti tra artisti e staff, che viaggiano in giro per il mondo con a seguito 42 camion per trasportare 800 tonnellate di materiale). Mentre gli altri circhi si facevano concorrenza sul numero di piste e sulla bravura dei clown (con l’effetto di aumentare sempre di più i costi a fronte di fatturati calanti) il Cirque du Soleil ha preferito uscire dalla mischia, cercando di offrire alle persone tutto il divertimento e le emozioni del circo e allo stesso tempo la raffinatezza intellettuale e la ricchezza artistica del teatro. Lo spettacolo non prevede animali ma solo artisti e acrobati scelti tra i migliori atleti nelle più importanti competizioni mondiali, incluse le olimpiadi. “Superando le frontiere di mercato tipiche sia teatro che circo, è riuscito a soddisfare non solo i tipici clienti circo (famiglie con bambini) ma anche gli adulti che abitualmente vanno a teatro: questo spiega il suo strepitoso successo” sottolinea Mauborgne. Il Cirque du Soleil in questi giorni è a Roma con lo spettacolo Alegrìa.

 

Da Repubblica.it 31-05-06

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