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Stampa: E la risata creò l’uomo

SUELLEN SFORZI NUOVA AVVENTURA IN …..

UN GRUPPO DI SCIENZIATI AMERICANI SCOPRE L’INSOSPETTABILE SVOLTA NELL’EVOLUZIONE DELLE SPECIE

 

E la risata creò l’uomo

 

La prima comica, 4 milioni di anni fa

 

1/5/2006

 

Il riso abbondava sulle labbra delle scimmie. Non perché fossero particolarmente stolte, come dice il proverbio. Ma semplicemente perché si divertivano un sacco a vedere i maldestri comportamenti dei loro simili che si erano incaponiti di diventare esseri umani. Uno scienziato americano sostiene d’aver scoperto la madre di tutte le risate: se la fecero i nostri rozzi antenati, molto prima di imparare a parlare, quando la terra era un posto tutt’altro che divertente, e le specie viventi ingaggiavano una feroce lotta per dominare il mondo.

La teoria di Matthew Gervais, biologo dell’evoluzione, pubblicata sul Quarterly Review of Biology, è semplice. Ovviamente divertente. Le scimmie cominciarono a ridere 4 milioni di anni fa, più o meno nel periodo in cui si misero a camminare in posizione eretta. E le due cose sono strettamente legate. Il passaggio dalle quattro zampe alla condizione di bipedi fu arduo. Gli scimmioni che ci provavano, barcollavano, scivolavano, inciampavano, ruzzolavano. E i loro colleghi, osservando i buffi tentativi, scoppiavano a ridere. Capivano che quei movimenti erano importanti per il futuro della specie.

Ma li trovavano irrimediabilmente buffi. E non riuscivano a trattenersi dal sogghignare, mostrare i denti, battersi il petto felici, emettere suoni acuti. Ecco spiegata l’origine biologica della risata. Un gesto un po’ liberatorio, un po’ crudele, e un po’ di incoraggiamento per i bestioni che volevano evolvere la condizione scimmiesca. Probabilmente alcuni pionieri dell’umana camminata, doloranti per le cadute e furibondi per le derisioni, s’infuriavano e reagivano. Pretendere che quegli esseri pelosi e irascibili possedessero anche il senso dell’umorismo, dell’autoironia, del ridicolo, è un po’ troppo. E così, forse, oltre alle risa, nacque anche secondo gli scienziati queste deprecabili conseguenze furono minime. La risata, anzi, ebbe un effetto benefico creando un senso di partecipazione e coesione nel gruppo, rendendo gli ominidi più competitivi nella lotta per procurarsi il cibo. Quelle risate primordiali erano infatti molto simili all’ansimare gioioso degli scimpanzé quando si fanno il solletico, un gesto che serve – è etologicamente provato – a preservare relazioni armoniose all’interno del branco. Ridendo, insomma, gli ominidi divennero più intelligenti e più sociali.

I complessi studi neurologici, psicologici, anatomici, archeologici degli evoluzionisti individuano anche altre cause per la nascita del comico molti milioni di anni fa. I nostri antenati, per esempio, consideravano terribilmente divertente ridessero a crepapelle vedendo i loro simili inciampare ed emettere rumori imbarazzanti. L’altro elemento responsabile del riso è il sesso. Sempre quello. Secondo lo studio di Gervais, femmine e maschi del Pliocene, che non possedevano ancora le parole per corteggiarsi e farsi complimenti, scoprivano le gengive maliziosi, teneri, invitanti. E dato che non si sono estinti, ma anzi, hanno prevalso su tigri e bisonti, vuol dire che quei sorrisi scimmiotteschi hanno funzionato bene.

In fondo le cose non sono cambiate. Quattro milioni di anni dopo, i meccanismi fondamentali della risata restano validi. Dicono gli scienziati per puntellare le loro tesi, basate su crani e mandibole di esseri preistorici. Le persone che camminano faticosamente, inciampano e cadono, suscitano il riso anche nella modernità. Sono un ingrediente fondamentale delle comiche mute di Charlot o di Stanlio e Ollio o di tutte le slapstick comedies. Così come i capitomboli dei clown al circo. E che dire dei sorrisetti che sbocciano sulle labbra dei bambini con pochi mesi di vita se vedono ruzzolare i genitori o i loro amichetti nei parchi giochi? Sono così spontanei da sembrare innati.

Due milioni di anni dopo le risate, arrivarono anche le prime parole. Le due cose messe insieme ci aiutarono a fare grandi progressi e a trasformarci nei padroni della Terra. Aristotele e Bergson, Freud e Bachtin, Kerényi e Pirandello ci hanno insegnato molte cose sull’ontologia della risata. E come le scimmie preistoriche continuiamo a ridere per migliorarci. Per illuderci. Per sconfiggere sopravvivere alla banalità della vita. Per cambiare le cose. Per fare , naturalmente, anche per conquistare partner. Basta entrare in una discoteca o in una spiaggia di umanità seminuda per rendersi conto che un sorriso aiuta l’eros. Chi vuole sedurre sfodera sempre la dentatura bianca. Lo sanno bene anche i nostri leader politici che si sforzano di ridere anche quando sono talmente ridicoli che viene da piangere.

 

di Bruno Ventavoli

 

Da La Stampa web del 08-05-06

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