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Stampa: A Salerno votato il nuovo regolamento Circhi

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Salta l’ultima assemblea, lo sfogo di De Biase

 

SALERNO VARATO IL NUOVO PIANO CIRCHI E BARBIERI

 

FULVIO SCARLATA Una giornata al veleno, in consiglio comunale: manca il numero legale e si perdono i finanziamenti regionali per edilizia economica popolare. Un risultato cercato da Prc, Verdi, Udeur e da altri consiglieri mentre dopo un battibecco anche la Cdl abbandona l’aula. Per Salzano, Fi, è «l’estrema unzione di una coalizione defunta da mesi», nel centrosinistra si grida all’irresponsabilità, Mario De Biase attacca: «Dopo aver affossato provvedimenti a favore delle fasce deboli, lo spieghino agli elettori, questi consiglieri che si sono allontanati dall’aula, perché si ricandidano: per prendere gettoni di presenza, fare assenze dal lavoro, avere posti nelle società miste o per essere al servizio della città». Il blitz, tra la confusione, lo mette a segno Erberto Manzo: ottiene di votare a inizio consiglio prima il regolamento per i barbieri e quello per i circhi. Poi quando si parla di edilizia sovvenzionata, di edilizia popolare e di case destinate al fitto calmierato, il consigliere della Margherita sparisce con Rosa Egidio Masullo (Progressisti), l’indipendente Maria Teresa Baione, Alessandro Longo e Francesco Liguori di Rifondazione, Ferdinando Mainenti dei Verdi, Giovanni Carrella dell’Udeur (mentre Augusto De Pascale e Angelo Retta erano già assenti). L’opposizione vede i vuoti. Aniello Salzano interviene attaccando la maggioranza, viene zittito rumorosamente e allora decide: la Cdl va via. Roberto Celano (An) chiede la verifica del numero legale: in aula sono in 20, nuovo conteggio rientra Dario Barbirotti ma esce Celano e la seduta è sospesa. «Perdiamo i soldi della Regione e un lavoro degli uffici di settimane» dice l’assessore Mimmo De Maio. «Non votato il bilancio si blocca la manovra economica, vanno in fumo gli straordinari dei dipendenti ma anche i 300mila euro per votare per le circoscrizioni» gli fa eco il collega Franco Picarone. «È finita ingloriosamente una maggioranza defunta – attacca Aniello Salzano – Siamo alla rottamazione del centrosinistra». «Le case popolari sono i problemi della gente – risponde Antonio Guariglia – Cdl, Verdi e Prc sono irresponsabili». «Chi ha abbandonato l’aula del nostro gruppo – spiega Alessandro Cavallo – dimostra poca affidabilità». «Esco rafforzato da quanto accaduto – risponde Mario De Biase – perché dimostra la vera fatica di cinque anni in cui comunque abbiamo fatto tanto. Invece questi consiglieri assenti che si ricandidano che vogliono fare: stare cinque anni nei corridoi? I Progressisti evaporati mentre si cambiava l’ordine del giorno. L’intera Udeur assente. Mezza Margherita che va via. E l’ambientalista Barbirotti che ha ricevuto trenta telefonate: se fosse stato in aula nel primo conteggio eravamo numero sufficiente, ma no, lui è riuscito a trovare anche la porta chiusa per rientrare all’ultimo momento. Tutto perché una proprietaria di terreni su cui bisognerà costruire case popolari si è opposta e allora non si vuol prendere posizione, si ha paura di non so cosa. Che vengono a fare, allora, in consiglio se non vogliono prendere decisioni». Il sindaco ne ha per tutti: per Rosa Masullo «che non ha mai votato un bilancio in cinque anni», per Manzo «l’unico organizzato, mentre il resto è avvenuto senza regia, per pura stupidità», per altri della maggioranza: «Sarebbe interessante – dice – contare quante delibere, non votate all’unanimità, sono state votate da qualche consigliere della coalizione, scopriremmo che qualcuno non ne ha votata nessuna. Oggi non mi sento solo – conclude De Biase – perché sono solo da cinque anni».

 

Da Il Mattino del 22-04-06

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