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Stampa: Il circo metafora della vita

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Da stasera a venerdì al Comunale di Thiene in chiusura di stagione

 

Il circo metafora della vita

 

Gassman rilegge Bernhard in “La forza dell’abitudine”
Poesia e divertimento nel raggiungimento di una meta

 

Thiene. (m. l. d.) Un altro, prestigioso, ritorno per chiudere in bellezza la XXVI stagione teatrale thienese. Sarà Alessandro Gassman questa sera (repliche domani e venerdì), con inizio alle 21, il mattatore di “La forza dell’abitudine”.
Uno spettacolo a dir poco particolare perché parte dall’omonimo testo di Thomas Bernhard, ma lo arricchisce con la presenza di alcuni personaggi del circo, che portano la loro nota di divertimento e, perché no, di poesia. Lo spettacolo, prodotto da Società per attori, vedrà in scena anche Paolo Fosso, Sergio Meogrossi e gli artisti del Circo Colombaioni. La regia è dello stesso Alessandro Gassman.
«La forza dell’abitudine è, come tutti i testi di Bernhard, una meravigliosa metafora della vita e dell’incapacità degli artisti di veder compiutamente realizzata la propria arte – Gassman spiega così la sua scelta – è un’utopia che il nostro protagonista, il direttore Caribaldi, non solo anela di raggiungere, da anni, ma tenta di imporre anche ai propri squinternati subalterni».
Ecco il ruolo dei personaggi del circo: «La comicità assurda che scaturisce dal gruppo di circensi descritti dall’autore – spiega Gassman – coinvolge, inevitabilmente, anche tutti noi. Chi di noi, del resto, non ha, almeno una volta nella vita, desiderato di raggiungere, nell’arte o nel lavoro, mete più alte di quelle che prevedibilmente si era prefissato? Chi non vorrebbe raggiungere la perfezione senza compromessi, senza interruzioni, senza volgarità?».
Ecco, ancora, il significato della presenza del circo: «Il circo, con la sua arte in via di estinzione – è il pensiero di Gassman – dona all’autore e al regista infinite possibilità per far arrivare allo spettatore, in maniera divertente, il senso di impotenza che noi, artigiani dello spettacolo, proviamo di fronte all’avanzare della volgarità, della sordità, dell’appiattimento culturale favorito dai moderni mezzi di comunicazione».
Arte e denuncia dunque, ma anche fedeltà agli intenti dell’autore: «Il mio semplice intendimento – conferma Gassman – sarà quello di far emergere la straordinaria capacità di Bernhard nel descrivere tutti noi, attraverso le ridicole e tenere imprese del direttore Caribaldi, del giocoliere, del domatore, della ballerina sul filo e del buffone».
«Il comico tentativo dei nostri eroi di suonare tutte le sere, dopo lo spettacolo, il quintetto de La trota di Schubert – conclude – l’incapacità tecnica e psicologica che li attanaglia e l’incomprensione per l’importanza della missione, scatena nel direttore una rabbia crescente. La sua maniacale ansia di perfezione e lo sgomento di non riuscire nel suo intento, ne fanno un protagonista esilarante, a volte tirannico, nel quale onestamente mi riconosco, e al quale dovremmo volere tutti un po’ di bene».
Biglietti in vendita al botteghino del teatro un’ora prima dello spettacolo.

 

Da Il Giornale di Vicenza del 05-04-06

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