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FESTIVAL DI LATINA

Gelsomina e Zampanò ritornano su “La strada”… di Morbegno

Morbegno. Superato il giro di boa di metà percorso, il “Viaggio in Italia” dell’associazione Zert torna stasera a Federico Fellini. Dopo “I vitelloni”, presentato nel corso della seconda serie del ciclo che porta a Morbegno “La storia del cinema italiano attraverso i suoi capolavori”, la terza rassegna con i grandi classici del nostro cinema propone stasera “La strada” realizzato nel 1954. La cupezza senza speranza de “Il cappotto” (1954) di Alberto Lattuada, proposto venerdi’ scorso lascia il posto (alle 21 al Cinema 3, ingresso libero, informazioni www.zert.it), alla commozione del primo grande film del cineasta riminiese. La pellicola che fece conoscere Fellini al mondo intero con il Leone d’argento alla Mostra di Venezia e l’Oscar come miglior film straniero. Giulietta Masina divenne famosa in tutto il mondo e il suo personaggio di Gelsomina, buona e infantile che infine si ribella alle ingiustizie, è restata come simbolo immortale. La giovane è protagonista della storia insieme a Zampanò (Anthony Quinn, doppiato da Arnoldo Foà). Questi è un rozzo girovago che si esibisce nelle piazze e nelle fiere di paese come mangiatore di fuoco e come forzuto nelle prve di forza. Acquista, dalla povera famiglia di lei, l’ingenua Gelsomina e la impiega nei suoi spettacoli, maltrattandola e anche abusandone. Nel loro andare di paese in paese, lungo “la strada”, i due si aggregano a un circo. Qui la ragazza incontra e conosce “il Matto” (Richard Besehart), uno strano e mite personaggio a metà tra il funambolo e il filosofo che le fa scoprire la gentilezza e l’umorismo. Gelsomina se ne invaghisce, contro la volontà di Zampanò, che non ha mai avuto in simpatia ed è stato, segretamente e a modo suo, innamorato della ragazza. Come conseguenza di una lite Zampanò uccide “il matto”: la giovane trova la forza di ribellarsi e abbandonarlo. Troppo tardi il selvaggio uomo si renderà conto dei suoi errori e si ravvedrà. Ora il film (scritto da Fellini con Tullio Pinelli ed Ennio Flaiano) appare un po’ datato, si sente che il regista calcò troppo su un registro patetico, ma resta senza dubbio molto toccante, merito delle straordinarie interpretazioni dei protagonisti, della colonna sonora di Nino Rota, una delle sue migliori e più conosciute. Venerdì prossimo quinto e penultimo appuntamento con “I soliti ignoti” (1958) di Mario Monicelli con Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale e Toto’. Nicola Falcinella

di Sondrio del 17-03-06

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