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I 2 COMUNICATI STAMPA DEL CIRCO FANTASY SUL SEQUESTRO DEGLI ANIMALI

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COMUNICATO STAMPA

Il Signor Mario Saly, titolare del Circo Fantasy, a fronte del sequestro degli animali, denuncia l’assoluta illegittimità dell’intera procedura, probabilmente messa in atto per dare evidenza ad alcuni soggetti, in fase di campagna elettorale. Innanzitutto, gli atti di sequestro posti in atto sono intervenuti senza essere resi noti al proprietario degli animali, senza indicare specifici presupposti e riferimenti giuridici in base ai quali gli stessi sono stati emessi, investendo per altro la totalità degli animali presenti all’interno del circo, nonostante i “presunti” e pretesi maltrattamenti riguardassero solo una piccola parte degli stessi.

Peraltro, ad evidenza dell’assoluta genericità e superficialità dell’intera azione amministrativa, nell’elenco degli animali sequestrati sono state riportate specie, per nulla presenti all’interno del circo (come elefante, bisonte, foca).

In base ai parametri cites, relativi ai circhi, ed in base allo stesso regolamento comunale del 9.11.2005, un circo viene autorizzato dalle ASL ad attendarsi, solo previo rispetto dei criteri fissati per la tutela e il benessere degli animali. Pertanto, se il circo era regolarmente attendato, ne consegue che le ASL avevano previamente verificato il rispetto dei suddetti parametri da parte del circo Fantasy. A quanto pare, tale valutazione è stata del tutto obliterata e superata per mezzo di atti palesemente illegittimi e privi di riscontro probatorio.

A riprova di ciò, si evidenzia che, il circo Fantasy, stazionava già da mesi all’interno del territorio del Comune di Roma, pertanto è curioso come il detto sequestro sia intervenuto proprio ora, in  piena campagna elettorale.

Inoltre, a seguito dell’accaduto, sono state messe all’addiaccio ben 10 famiglie, che lavoravano all’interno di detto circo e che, attualmente, sono costrette a subire sulla propria pelle un vero e proprio abuso, in quanto il sequestro è palesemente finalizzato non alla salvaguardia degli animali, bensì di interessi puramente personali.

Infatti, come in questo caso, vengono colpite strutture di piccole dimensioni, non in grado di difendersi compiutamente, mentre si omette di gettare lo sguardo su le cd. Strutture istituzionali, quale lo stesso Bioparco di Roma, il quale tiene da anni “carcerati” ben tre oranghi in una struttura dalle dimensioni ridicole, priva di luce, interamente cementificata, senza ricovero esterno, ove non esiste nessuno strumento in grado di distrarre e stimolare l’evoluta intelligenza di detti animali. Infine, ma non meno importante, la natura del sequestro, che dovrebbe essere migliorativo, per definizione: ebbene gran parte di detti animali pare siano stati vergognosamente ammassati all’interno del canile di Roma e le tigri, surrealisticamente, dovrebbero essere destinate ad un centro deputato al recupero di pappagalli.

Avv. Marsili

Per conto del Circo Fantasy – Mario Saly

 

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COMUNICATO STAMPA

 

Tutti gli operatori, a fronte del sequestro degli animali del Circo Fantasy, di proprietà del

Sig. Marco Saly, evidenziano l’assoluta illegittimità dell’intera procedura nonché l’ennesimo attacco perpetrato in danno dell’intera categoria circense.

Innanzitutto, gli atti di sequestro posti in atto sono intervenuti senza essere resi noti al proprietario degli animali, senza indicare specifici presupposti e riferimenti giuridici in base ai quali gli stessi sono stati emessi, investendo per altro la totalità degli animali presenti all’interno del circo, nonostante i “presunti” e pretesi maltrattamenti riguardassero solo una piccola parte degli stessi.

Per altro, ad evidenza dell’assoluta genericità e superficialità dell’intera azione amministrativa, nell’elenco degli animali sequestrati sono state riportate specie, per nulla presenti all’interno del circo (come elefante, bisonte, foca).

In base ai parametri CITES, relativi ai circhi, ed in base allo stesso regolamento comunale del 9.11.2005, un circo viene autorizzato dalle ASL ad attendarsi, solo previo rispetto dei criteri fissati per la tutela ed il benessere degli animali. Pertanto, se il circo era regolarmente attendato, ne consegue che le ASL avevano previamente verificato il rispetto dei suddetti parametri da parte del circo Fantasy. A quanto pare, tale valutazione è stata del tutto obliterata e superata per mezzo di atti palesemente illegittimi e privi di riscontro probatorio.

A riprova di ciò, si evidenzia che, il Circo Fantasy, stazionava già da mesi all’interno del territorio del Comune di Roma, pertanto è curioso come il detto sequestro sia intervenuto proprio ora, in piena campagna elettorale.

A seguito dell’accaduto, sono state emesse all’addiaccio ben 10 famiglie, che lavoravano all’interno di detto circo e che, attualmente, sono costrette a subire sulla propria pelle un vero e proprio abuso ad opera degli organi istituzionali ed amministrativi nonché di sedicenti Associazioni Animaliste che, da sempre ed ormai troppo spesso, utilizzano la figura del Circo in genere (ed il Circo Fantasy ha costituito per essi una ghiotta occasione) per ottenere visibilità e lustro presso l’opinione pubblica soprattutto in periodi come questo, ove esigenze di campagna elettorale inducono ad atti clamorosi e risonanti a prescindere dalla loro legittimità.

Nessuno nega che gli animali debbano essere rispettati e ben trattati. Ma è indiscutibile che in uno stato di diritto l’accertamento di presunte violazioni debba essere effettuato rispettando le procedure di legge previste, nonché il diritto alla difesa ed alla partecipazione al procedimento. Ed è altrettanto indiscutibile che l’esercizio dei poteri di accertamento vada esercitato per ripristinare la legalità violata, giammai per ottenere, subdolamente ed artatamente, risonanza e lustro presso l’opinione pubblica.

Non v’è dubbio che il colpo inferto al Circo Fantasy sia stato in realtà un attacco di più vasta portata, teso a colpire l’intera e sempre più debole categoria circense che, con i suoi uomini, donne ed animali, difende la grande tradizione italiana, tanto importante, quanto invidiata, da tutto il mondo. Purtroppo non è la prima volta, anzi, è ormai una tristemente nota consuetudine per gli operatori del settore, incontrare l’indifferenza (che spesso diventa addirittura ostilità) da parte delle istituzioni, fondata probabilmente sulla scarsa conoscenza del “mondo del circo” e sull’assenza di una regolamentazione ad hoc.

Infatti, le Amministrazioni, obbligate per legge a concedere aree per i pubblici spettacoli, finiscono per concedere sempre più spesso aree di piccole dimensioni, che rendono nella pratica impossibile il rispetto dei criteri CITES e di conseguenza lo stesso attendamento.

E sempre viene colpita la sola categoria circense, talvolta non in grado di difendersi compiutamente, mentre si omette di gettare lo sguardo su le cd. strutture istituzionali, le quali sono colme di irregolarità e discrasie, anche in relazione alla nuova normativa di stampo comunitario relativa agli zoo.

Ci si riferisce ad esempio allo stesso Bioparco di Roma, il quale tiene da anni “carcerati” ben tre oranghi in una struttura dalle dimensioni ridicole, priva di luce, interamente cementificata, senza ricovero esterno, ove non esiste nessuno strumento in grado di distrarre e stimolare l’evoluta intelligenza di detti animali.

Ma non solo: lo stesso Bioparco alloggia un vecchio orso Tibetano in un rocciato risalente al 1912, di dimensioni ridicole, con un ricovero interno fatiscente espone al pubblico scimmie con gravi problemi comportamentali (vedi Picchio ad esempio), all’interno di gabbie vecchie e di esigue dimensioni detiene Bantun e Kulan, specie gravemente minacciate, le cui femmine sono volutamente separate da maschi ed esemplari maschi di zebre di Grevy, ugualmente minacciate, senza la rispettiva femmina.

Da ultimo, ma non meno importante, quello dello stesso Bioparco, portato ad esempio dagli stessi soggetti che puntualmente attaccano ed aggrediscono il Circo, nasconde nei propri meandri, con una palizzata alta 5 metri, un vero e proprio Bunker, di cemento, contenente degli orsi.

Detta struttura, risalente agli anni ’30, si presenta come un monoblocco di cemento fatiscente, con inferriate sul davanti e priva ancora una volta di ricovero esterno. A ciò si aggiunga che, al sempre meno spazio dedicato agli animali, è conseguito l’accrescersi dello spazio dedicato alle strutture ricettive (Bar, ristoranti, giochi per bambini, negozi), in netto contrasto con le finalità statuarie dello stesso Bioparco, tese alla salvaguardia ed al benessere degli animali. Il tutto è stato, peraltro, filmato e documentato ed il relativo materiale potrà essere visionato a semplice richiesta.

Infine, ma non meno importante, la natura del sequestro, che dovrebbe essere migliorativo, per definizione: ebbene gran parte di detti animali pare siano stati vergognosamente ammassati all’interno del canile di Roma e le tigri, surrealisticamente, dovrebbero essere destinate ad un centro deputato al recupero di pappagalli.

Alla luce di quanto illustrato si auspica un maggiore rispetto per le persone che da generazioni lavorano con passione e dedizione nel settore circense, e che si ponga fine alla vergognosa e strumentale “moda” che diffonde notizie in veridiche e tendenziose sullo sfruttamento ed il maltrattamento degli animali nei circhi. Rispetto, quindi, per tutti i componenti della “famiglia del circo”: animali e persone che accudiscono ed allenano usando ogni cautela, proprio perché la vita degli operatori del circo è, da secoli, simbioticamente legata a quella dei loro animali.

 

 

Avv. Marsili

Per conto del Circo Fantasy – Mario Saly

 

 

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