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Il Cirque Éloize da mercoledì al teatro Piccinni

 

 

Nomadi immaginari dai sogni acrobatici

 

Da mercoledì 1º febbraio fino a domenica 5 al teatro Piccinni (Info: 080.52108078), in esclusiva regionale, andrà in scena Nomade, il nuovo spettacolo del «Cirque Éloize», per la regia di Daniele Finzi Pasca, che debutta oggi al teatro Smeraldo di Milano. In dieci anni, la giovane compagnia ha tenuto oltre 1.500 spettacoli, in più di 200 città in venti paesi, dall’Irlanda all’ Asia, passando per Israele, Brasile e Stati Uniti, riscuotendo un grande successo. Oltre due milioni di spettatori sono stati conquistati dalle prodezze e dall’originalità degli artisti. Il «Cirque Éloize» è nato nel 1993 dalla passione per le arti circensi di sette giovani artisti, diplomati alla Scuola nazionale del circo di Montreal, che hanno inserito danza, teatro e musica nei loro spettacoli, molti dei quali diretti da Finzi Pasca, che spiega: «L’immaginazione nei miei lavori ha origine da una fonte insolita: la memoria collettiva dei miei antenati, la storia alla quale appartengo. Nelle mie produzioni – racconta – lascio che il mio inconscio viva nei personaggi che popolano gli album della mia famiglia. La mia memoria è piena di luoghi che non ho mai visto, visi che non ho mai incontrato. Tuttavia grazie ai racconti di mia nonna, queste sono persone e luoghi che io conosco benissimo». Il nuovo spettacolo, realizzato con il supporto del Consiglio delle Arti e della Letteratura del Governo del Québec e del Dipartimento degli Affari esteri del Canada, è la celebrazione del «vagabondo» immaginario da parte di una comunità di artisti canadesi, svizzeri, francesi, polacchi e guineani, attraverso un viaggio che avviene dall’alba al tramonto, perché in quel momento le possibilità sono infinite. Sulla scena vengono offerti danze, canti, musiche, esercizi di giocoleria e numeri acrobatici che lasciano lo spettatore senza fiato. «Al pari dei nomadi – spiega il regista – anche gli artisti circensi vivono la vita come se fosse un lungo viaggio. Le favole che raccontano sono spesso folli e stravaganti e talvolta terribilmente malinconiche. Ogni volta che si stabiliscono da qualche parte si lanciano in una nuova storia. Le canzoni, le feste e il silenzio che avvolge la notte rivelano loro qualcosa di miracoloso e consolatorio: sono tornati di nuovo a casa. Questo tributo ai nomadi – conclude Finzi Pasca – esprime la frenesia dei loro festeggiamenti, i misteri dei loro rituali e la passione con la quale loro forgiano il proprio destino». r. sp.

Da del Mezzogiorno 28-01-06

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