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Una congestione stronca l’elefante del circo Pivetta

 

s.f.) Si chiama Carnauti, e pochissimi giorni bastano perché la gente di Rossano lo ami come il Dumbo creato dal genio di Walt Disney. Soprattutto perché sono gli ultimi giorni della vita d’artista di questo elefante indiano, abituato a essere tra i più applauditi protagonisti del circo dei sette fratelli Pivetta.

È Il Gazzettino del 22 novembre 1952 a raccontare la straziante agonia di Carnuati, pachiderma di sei anni di età, sedici quintali di peso, e tre milioni di valore. Concluso lo spettacolo nella vicina Carmignano del Brenta, l’elefante, acquistato un paio di anni prima ad Amburgo, riceve il consueto pasto serale, comprensivo di tre o quattro verze, verdura di cui è particolarmente ghiotto. Purtroppo quegli ortaggi sono gelati, e l’avidità con cui Carnauti li divora provoca una fatale congestione. Durante la notte i suoi barriti di dolore tengono sveglia l’intera carovana, nè le condizioni migliorano durante il trasferimento a Rossano, dove il circo Pivetta è atteso per una nuova esibizione. La notizia dell’elefante ammalato fa presto il giro del paese, tanto da provocare una toccante processione di rossanesi grandi e piccini, che fanno visita a Carnauti, non sapendo però come poterne lenire le sofferenze.

Impotente si dimostra anche il veterinario che, chiamato dai Pivetta, può solo diagnosticare la peritonite fulminante per cui il pachiderma si spegna alle prime ore del mattino. Il giornale annuncia che Carnauti viene seppellito in zona, dove i suoi resti tuttora riposano.

Da Il Gazzettino del 01-11-06

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