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Stampa: Brescia: «Il Florilegio» Il fascino antico del circo

SUELLEN SFORZI NUOVA AVVENTURA IN …..

Si chiama «Il Florilegio» il nuovo spettacolo della famiglia Togni allestito nell’area di San Polo

 

Il fascino antico del circo

 

Agli «ingredienti» della tradizione si uniscono spunti moderni
Clown, ballerine, lanciatore di coltelli
acrobati, trapezisti ed equilibristi.
Una divertente passerella di animali:
i dromedari, lo struzzo, il bisonte
l’ippopotamo, il rinoceronte e le zebre

 

 

di Natalia Danesi

 

La forza del circo, si sa, è anche il pubblico, lo scrosciare di applausi, i cori, le risate argentine dei bambini. Sarà colpa del freddo, o del ghiaccio sulle strade: ma l’altra sera, sotto il tendone, gli spettatori erano soltanto una manciata. Sembrano lontani i tempi delle lunghe code ai botteghini, dell’attesa e del grande entusiasmo. Il circo non piace più? O, piuttosto, al giorno d’oggi non c’è più tempo per volare sulle ali della fantasia?
Il «Florilegio» nato dall’ispirazione di Livio, Corrado e Dario Togni, figli del celebre Darix, ha il sapore nostalgico di un passato mitico e grandioso: roulotte di legno scuro, piccole giostre e costruzioni colorate, tappeti rossi e velluto accompagnano l’ingresso, il passaggio dalla realtà alla magia. Un’atmosfera che, tra gli elementi della commedia dell’arte e quelli un po’più bizzarri di felliniana memoria, lascia a bocca aperta. Agli ingredienti della grande tradizione, quelli che piacciono ai più piccoli, la ricetta unisce spunti moderni, tipici del teatro, che riscuotono un certo successo tra i più grandi e gli intenditori.
Un clown-mimo triste, e un po’ imbranato (Corrado), apre la serata timidamente: giocherella con il cappello, tentando inutilmente di non farlo cascare, e si aggira tra gli spettatori spruzzando di acqua i «malcapitati» in prima fila. Strappa un sorriso anche ai più restii, che si trasforma in stupore quando fanno ingresso in pista un gruppo di ballerine dal look un po’ gitano e un po’ spagnolo, che animano un colorato intermezzo con un cavallerizzo. «Sua maestà, il principe Livio», rompe il ghiaccio e strappa applausi più decisi: spacca le catene che lo avvolgono e lancia coltelli infuocati evitando una povera fanciulla. A conquistare definitivamente il pubblico è la trapezista che, sulle note di «Roxanne» si cimenta in pericolosi volteggi.
Ed è un crescendo di consensi, tra le gag dei fratelli Togni e il numero con gli hula hop infuocati dell’affascinante ballerina. Se ancora non bastasse, poco prima della pausa si presentano in pista gli animali, in una divertente passerella. Prima cinque dromedari, poi uno struzzo e tre zebre, infine un mastodontico bisonte. Arrivano un ippopotamo, poi un rinoceronte bianco, che Francesco cavalca senza timori, e infine due elefanti in un goffo balletto che fa sorridere. Si mettono sulle zampe anteriori e su quelle posteriori: ed è tutto un coro di «Oooh!».
La seconda parte è degli acrobati e degli equilibristi: Charlie cammina bendato su una grossa ruota che gira nel vuoto, la trapezista si aggrappa ad una corda sospesa sulle note de «La vie en rose», e ne fa il pilastro per le sue evoluzioni, due possenti motociclisti compiono il «giro della morte» in un’enorme sfera d’acciaio, e alcuni ballerini kenioti si esibiscono nel «limbo».
C’è ancora tempo per coinvolgere quattro piccoli spettatori nel gioco della sedia, prima del gran finale. Tutti gli artisti si siedono intorno ad un tavolo e si trattengono qualche minuto. «La commedia è finita!», annuncia Livio a gran voce. Il filo della magia si spezza e nelle roulotte di legno le luci si spengono. Ma «Il Florilegio» non chiude: rimarrà allestito fino al 15 gennaio nell’area spettacoli viaggianti di San Polo, con spettacoli alle 16.30 e alle 21. La formula, in Italia e nel mondo, ha riscosso un incredibile successo: chi si lascerà sedurre dal fascino antico del circo non rimarrà deluso.

 

Da BresciaOggi del 01-01-06

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