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Stampa: A Milano, fino al 18 dicembre, “NOGRAVITY”

SUELLEN SFORZI NUOVA AVVENTURA IN …..

FINO AL 18 DICEMBRE AL TEATRO VENTAGLIO NAZIONALE IN ANTEPRIMA MONDIALE NOGRAVITY

 

Milano, 12 dicembre 2005 – Nogravity é il nuovo, sorprendente, spettacolo-evento dedicato a tutti coloro che non soffrono di vertigini. Una novità assoluta. Tutto il fascino della magia in uno show sospeso dove, grazie ad una sofisticata macchina teatrale, verranno stravolte le leggi della fisica. Il corpo umano é il protagonista di una nuova dimensione “verticale” dove i ballerini, all’interno di una grande scena cubica, si muovono tra effetti sorprendenti e dalla forza dirompente, accompagnando lo spettatore in una dimensione “senza gravità” dove la magia del volo diventa realtà. Nogravity nasce da un’idea di emiliano pellisari, autore e regista teatrale, a seguito di ricerche sul teatro ellenistico, sul teatro fantastico rinascimentale e sulle invenzioni meccaniche seicentesche. Le coreografie sono di brian sanders, già ballerino e coreografo dei momix e recentemente coreografo di rockpolitik, il programma di adriano celentano. Nogravity è una produzione a.G.r. Associati, che dal 1989 rappresenta in italia compagnie di danza e musical internazionali tra cui aeros, the parsons dance company, waterwall, the rocky horror show, the official tribute to…the blues brothers. Tutto il fascino della magia in uno spettacolo-evento dove il corpo è protagonista assoluto. Una scena cubica di per lato. Uno spazio teatrale dove si annulla la fisica della realtà e il corpo diventa protagonista di una nuova dimensione: la verticalità. La gravità viene annullata così come i suoi vincoli sopra/sotto, alto/basso grazie all’incontro tra la forma classica della scena antica e video proiettori, computer, meccanismi ottici ed effetti sonori. Lo spettacolo. Dal momento in cui- piuttosto goffamente, per la verità- adamo ed eva staccano la mela nel giardino dell’eden, cosa è costretto a fare l’uomo per riconquistare la gioia, la serenità e la leggerezza perdute? tendere verso l’alto con i mezzi più vari, da quelli ai limiti dell’impossibile del circo cinese ad un più banale ascensore fino ad una delle manie contemporanee, il bunjee jumping. Ma niente è mai come sembra ed anche le situazioni più quotidiane, come una cena tra innamorati, diventano il pretesto per far interagire i ballerini fino a sfidare le leggi della fisica al ritmo di una musica che sottolinea il loro fluttuare nell’aria in movimenti ora voluttuosi ora comici ora quasi anarchici. L’uomo non riesce, nonostante debba costantemente fare i conti con la gravità, a tenere a freno il suo istinto alla socialità, alla condivisione: nei vari quadri i ballerini non sono mai soli, si sostengono a vicenda, ridono, scherzano, si ingegnano su come risolvere le problematiche del quotidiano, la macchina teatrale consente acrobazie ed evoluzioni impensate, agevolate dai movimenti di luci e colori, dalla musica che diventa ora martellante ora più lounge, sorprendendo sempre lo spettatore, rendendolo partecipe di una storia che è anche la sua storia. Dall’infanzia, il tempo della leggerezza per eccellenza, all’ ossessione tipicamente italiana per il pallone, tutto diventa lo spunto per ballare, e la mela dell’eden si trasforma in una palla con cui eseguire mirabolanti evoluzioni. Non mancano certo i momenti di delicata poesia allorché i sentimenti irrompono sulla scena: l’innamoramento tra un uomo ed una donna, sdoppiato e quindi amplificato in pura passione che si declina in momenti di erotismo assolutamente inedito dalle immagini leggiadre e figurazioni articolate. Buio/luce, dolore/gioia, pesantezza/ leggerezza…gravity o nogravity? l’uomo vive tra due estremi, la ricerca dell’ equilibrio è continua e si sviluppa, con un ritmo incalzante, in immagini di rara bellezza e ricercatezza dove sensualità e humour sono protagoniste assolute. E in questa parafrasi del gioco della vita, nonostante la gravità, anche sulla terra l’uomo se solo volesse potrebbe ricreare la leggerezza dell’Eden.

 

Da Marketpress del 12-12-05

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