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«Gli animali sono la nostra famiglia»

Il circo Bellucci replica alla Lav: niente maltrattamenti, in regola tutte le cartelle cliniche

«L’ippopotamo Emilio? È uno di famiglia, come ognuno degli animali del nostro circo». Così Loredana Bellucci, direttore artistico dell’omonimo circo acquatico che in questi giorni sta presentando in piazza d’Armi il suo spettacolo, risponde alle polemiche sollevate nei giorni scorsi dalla sezione rodigina della Lega anti vivisezione.

Gli animalisti si erano lamentati del fatto che le temperature invernali non sarebbero adatte ad alcuni degli animali presenti, in particolare alligatori e pitoni, e che altri, come foche e pinguini, siano presi per fame per imparare alcuni numeri. «I nostri animali non sono affatto addestrati – replica Loredana Bellucci – al contrario, vengono mostrati al pubblico nella loro spontaneità. È ovvio che quando fanno qualcosa che fa divertire la gente, li premiamo con un piccolo boccone, come si fa quando si dà una caramella a un bimbo che fa il bravo. Ma non sfruttiamo certo la fame per ammaestrare gli animali, anzi in alcuni casi bisogna anche starci attenti. I pinguini, ad esempio, quando sono sazi non chiedono più cibo: allora non c’è verso di farli muovere dalla loro gabbia e noi non li forziamo. Leo, la nostra foca, invece non la smetterebbe mai di mangiare e dobbiamo fare attenzione a non dargli troppo pesce».

Gli esponenti della Lav hanno avuto da ridire anche sulle condizioni di trasporto. Dietro le quinte dello spettacolo, però, tutti gli animali hanno uno spazio adeguato, acqua per le loro esigenze e soprattutto un riscaldamento idoneo alle specifiche esigenze. «Gli animali sono come i miei familiari – continua il direttore artistico – ogni mattina mi alzo, bevo un caffè e poi vado a controllarli, prima ancora di salutare mio marito e le mie figlie. Al mattino verifichiamo lo stato di salute degli esemplari, disinfettiamo le gabbie, li nutriamo e li accudiamo come faremmo con un parente. Emilio, l’ippopotamo, in questo periodo freddo non può bagnarsi perché rischierebbe una polmonite ma non può nemmeno restare all’asciutto perché la pelle si creperebbe allora ogni mattina lo massaggiamo e lo ungiamo con un olio speciale. L’altro giorno è venuto qui un veterinario a controllare le cartelle cliniche degli animali, peraltro in bianco perché a parte le vitamine non somministriamo medicinali, e tutto era in regola. Alcuni animali ci accompagnano per 20-30 anni, alla fine è inevitabile che si finisca per affezionarsi. Quando gli animali stanno male diventano svogliati e pigri, e anche lo spettacolo ne risentirebbe».

È la prima volta che incontrate proteste di questo genere? «No, ci è già successo in qualche occasione, curiosamente sempre in Veneto, una volta a Padova e un’altra a Conegliano quando gli animalisti hanno piantonato l’ingresso del circo, e con parole pesanti hanno invitato gli spettatori a non entrare. Io accetto le proteste, ognuno ha le proprie idee ed è giusto che le esprima ho sempre invitato chi si lamenta delle condizioni di vita dei nostri animali a vivere per un periodo con noi e a vedere come li trattiamo. Quello che non mi va giù è l’inciviltà: sono venuti qui davanti a urlare e offenderci, dicendo ai genitori che avrebbero dovuto vergognarsi di portare i propri figli al circo. Per chi fa un mestiere come il nostro queste sono ferite».

Nicola Zanella – “Il Gazzettino On Line” – 6/12/2005

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