Circusfans Italia

IL PORTALE DEL CIRCO ITALIANO

12/05/2004 : CIRQUE DU SOLEIL SU “DONNAMODERNA.COM”

Cirque du Soleil Saltimbanco

Cirque du Soleil Saltimbanco

Tutti i segreti del circo delle meraviglie di Stefano Cardini

Dimenticate i domatori di leoni e i classici pagliacci. II Cirque du Soleil, appena arrivato a Milano, è un mondo magico. Pieno di colori sgargianti, musiche travolgenti, acrobazie mozzafiato. Ma chi si nasconde sotto il tendone dello spettacolo più incredibile dell’anno? Siamo andati a vedere Quando la scorgi da lontano, la tendopoli del Cirque du Soleil sembra un immenso villaggio tuareg, venuto su dal nulla tra i palazzi di Milano. Tutto intorno c’è profumo di magia. Perchè il primo circo del mondo senza animali, fondato nel 1984 dal trampoliere e mangiafuoco canadese Guy Lalibertè, ha un potere speciale. Quello di farci tornare bambini. Un potere che rende felice chiunque assista allo spettacolo Saltimbanco, in scena a Milano fino alla fine di maggio (tel. 0254911).Per scoprire i segreti dello show più atteso e spettacolare dell’anno, siamo entrati nel “tendone degli artisti”. “Questo è il vero cuore del circo” ci spiega Andree, la nostra guida dietro le quinte del Cirque du Soleil. “Nel Grand Chapiteau, capace di ospitare 2.500 spettatori, mettiamo in scena lo show. Ma è qui che 50 artisti di 15 nazioni e 130 tra cuochi e fisioterapisti, truccatori, costumisti e tecnici condividono tutto: dal lavoro all’amore, dagli allenamenti al bucato”. Ci guardiamo attorno. E a poco a poco, come fa Alice nel suo specchio magico, scopriamo un mondo di meraviglie. Dove i grandi giocano, si divertono, sembrano bambini. Al centro, su un tappeto azzurro elettrico, alcuni acrobati stanno costruendo, apparentemente senza fatica, piramidi umane. Sul lato opposto, tre giocolieri fanno roteare sopra le loro teste palle e birilli, scambiandosi consigli tra le risate. In un angolo c’è la palestra, dove ginnasti dai corpi scolpiti sollevano pile smisurate di pesi. Appese alle pareti, 110 maschere variopinte aspettano di essere indossate nello spettacolo di stasera. Mentre tutt’intorno sono sparse, come colori sulla tavolozza di un pittore, le assi da stiro sulle quali cinque sarte danno gli ultimi ritocchi ad alcuni dei 600 preziosi costumi. Lungo il perimetro della tenda, altre stanze: la lavanderia, la palestra per la fisioterapia, i camerini. Elisabetta La Commare, 42 anni, l’unica italiana del Cirque du Soleil, ci fa entrare nel suo. “Ho lasciato la mia Catania nel 1984 per studiare ballo a Parigi e a Buenos Aires” racconta. Dall’anno successivo la sua travolgente danza con le “bolas” argentine, piccoli strumenti a percussione scagliati sul pavimento al ritmo di flamenco, è un punto fermo di Saltimbanco. Mentre ci parla dell’incontro con il Cirque, si siede davanti allo specchio. Manca poco alla prova generale. Comincia il rito quotidiano del trucco, che la terrà impegnata, come tutti i suoi colleghi, per almeno due ore. Elisabetta sorride, indovinando il nostro stupore. “La mia giornata inizia alle tre del pomeriggio, con gli allenamenti – dice – e finisce alle tre di notte, quando l’adrenalina dello spettacolo scende, e finalmente riesco ad addormentarmi. La maggior parte del tempo la passo in questo tendone, come fanno tutti. Alcuni si allenano nella propria specialità o si esercitano in qualche nuova arte sotto la guida di un collega. Altri si rilassano, giocando a biliardo o scrivendo una e-mail a casa”. Elisabetta ha una figlia di 12 anni, Iwana. “Vive in Belgio, quest’anno l’ho vista solo qualche settimana – spiega. – Per fortuna, mi raggiungerà per le vacanze estive. Le trascorreremo in tournèe. Meno male che lei si diverte”. Elisabetta e la maggior parte degli artisti del Cirque programmano l’allenamento da soli. Solo gli acrobati destinati agli esercizi più pericolosi sono obbligati a fare almeno due ore di esercizi al giorno in orari prestabiliti. Carolyne Vita, 30 anni, canadese di origine italiana, è una di loro. La incontriamo alla fine dell’allenamento al ristorante del Cirque. Un santuario intoccabile per gli artisti, che qui si sentono un po’ a casa. Infatti la cucina, che occupa lo spazio di otto roulotte, sforna 400 pasti al giorno, preparati secondo ricette di tutto il mondo: zuppa di pesce alla provenzale, cous cous, mele pechinesi caramellate. Carolyne ha appena volteggiato per ore davanti ai nostri occhi come una libellula, provando uno dei numeri più suggestivi dello spettacolo, i pali cinesi. E’ un po’ stanca, ma si ferma a chiacchierare volentieri. In Canada Carolyne è stata per dieci anni una ginnasta di buon livello. Ma quando nel 1993 è arrivata al Cirque du Soleil, ha scoperto un talento da attrice. E oggi, oltre a partecipare ai numeri acrobatici, dà il benvenuto al pubblico con una parrucca gialla e un costume fucsia. “Sono stati i colleghi a scovare questo mio lato nascosto – dice – Ormai mi conoscono meglio di me stessa. Credo sia normale, vivendo insieme 24 ore su 24! A volte, però, mi capita di desiderare un po’ di solitudine. L’unico momento in cui riesco a trovarla è la mattina, quando visito la città e incontro gente nuova”. E se ci s’innamora? “Non c’è niente di male, ma bisogna evitare contraccolpi in scena” risponde Carolyne. “Al Cirque vivono diverse coppie. Un giorno, chissà, potrei mettere su anch’io una famiglia viaggiante. Tanto qui c’è pure la scuola”. Nel circo-città della compagnia di Montreal non poteva certo mancare. I 12 alunni sono i figli degli acrobati più anziani e gli artisti più giovani, come le gemelle Ruslana e Taisija Bazalij, 17 anni, reginette ucraine del trapezio. E il piccolo Maxsim Vintilov, 8, originario di Kiev. Un mucchietto d’ossa flessibile come un giunco, che accetta di esibirsi per noi in equilibrio a testa in giù sulle mani dei genitori Andriy e Oxana.”Nel 1989 sono stato campione del mondo di ginnastica acrobatica – spiega papà Andriy, due spalle larghe un metro. “E anche mia moglie era un’atleta. Ora il nostro mondo è questo tendone. Il ritmo è frenetico: non fai in tempo a disfare la valigia che la devi rifare. Ma a noi e ai nostri figli piace così. Maxsim è una piccola star. E la sorella Daria, che l’anno scorso faceva il suo numero, ci ha appena “traditi” per darsi al trapezio. Nel circo siamo entrati per gioco. Invece la sua magia ci ha cambiato la vita”. di Stefano Cardini

Salerno (Italy) – 12 May 2004 – 12:33:36

 

 

Se questo articolo ti è piaciuto condividilo sui tuoi social utilizzando i bottoni che trovi qui sotto

Translate »
error: I contenuti sono di proprietà di www.circusfans.eu - Contents are owned by www.circusfans.eu.