
Il giudice di Domodossola ha ordinato, su richiesta di Moira, il sequestro della pubblicità
«Non oscuro il mio cognome»
Il domatore Armando Orfei difende il suo circo
DOMODOSSOLA «Mi chiamo Orfei, da sette generazioni la mia famiglia lavora nel circo, sono domatore, trapezista. Lavoro e mi presento con il mio nome e cognome». Armando Orfei, in questi giorni a Domodossola e prossimamente a Gravellona Toce con tigri e cavalli addestrati, non accetta l’ingiunzione del giudice di Domodossola che, su richiesta dei legali di Moira Orfei e Walter Nones intenzionati a tutelare il loro cognome-marchio, hanno chiesto e ottenuto l’oscuramento del prestigioso nome. Deve sparire da ogni forma di pubblicità, dai biglietti d’ingresso ai cartelloni e addirittura alle fiancate dei camion. Ieri mattina si è presentato l’ufficiale giudiziario che ha notificato il provvedimento al proprietario del circo che dà lavoro a 15 persone. Potranno continuare tranquillamente a lavorare purchè rinuncino ad utilizzare il cognome-marchio registrato da Moira che a Domodossola è assistita dall’avvocato Marisa Zariani. Armando mostra i documenti: «Non cambio certo il mio cognome e mi difenderò in ogni sede. La nostra famiglia fa onore al circo da sempre. Non siamo pasticcieri che un bel giorno si sono inventati un altro mestiere. Non cancello il mio nome». La legge consente otto giorni per presentare ricorso, ed è già fissata un’udienza il 7 maggio in tribunale a Domodossola. L’ufficiale giudiziario ha sequestrato il materiale pubblicitario, restano le scritte su camion e botteghino.
c. bo.
19/4/2003
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